Antiagg Femminile




Corsi Gratuiti in Programmazione 



 
 
 
 
 
 







Alle allieve vengono insegnati i comportamenti basilari da utilizzare in caso di aggressione da uno o più individui come: divincolarsi da prese in piedi e a terra, da strozzamenti o da minaccia da coltello.

Inoltre si insegna ad utilizzare oggetti della quotidianità per difendersi, come ad esempio: il manico della scopa.

Cosa si ottiene?: La consapevolezza di sapere che ci si può opporre ad un abuso, e la giusta mentalità a percepire l'eventuale pericolo.

La difesa personale non e’ solo un insieme di tecniche tese a neutralizzare un avversario, ma e’ parte di un insieme di comportamenti che mirano alla sicurezza personale. 



Nel trattato “l’arte della guerra”, il Generale Sun Tzu diceva che “il trionfo massimo e’ vincere il nemico senza bisogno di combattere”.

Anche se usciamo vincenti da uno scontro fisico, le conseguenze fisiche, psicologiche, etiche, morali, religiose e, soprattutto, legali, possono essere devastanti.

Anche se si vince lo scontro fisico e’ difficile dimostrare di non averlo provocato o essere una concausa.

la prevenzione deve diventare un abitus mentale!




REGOLE per UNA BUONA PREVENZIONE:

Innanzi tutto diciamo che un aggressore sceglie la sua vittima in base ad un rituale. Sa leggere nel linguaggio del corpo tutti quei segnali che il corpo invia inconsciamente(distrazioni, emozioni, movimenti, sguardi furtivi, smarriti, voce tremante).

E’ necessario, quindi, imparare a:

diventare una attenta osservatrice, vigilare (imparare ad osservare tutto cio’ che capita intorno pur rimanendo tranquille e rilassate; l’aggressore gioca sull’effetto sorpresa).

diventare piu’ sicura e coraggiosa. Questo comporta una adeguata preparazione tecnica. Una buona preparazione equivale ad una maggior autostima!

respirare con il diaframma (respirare con “la pancia” e non con il torace. Questo tipo di respirazione permette di immagazzinare piu’ aria nei polmoni e quindi avere piu’ fiato e piu’ lucidita’ per compiere qualsiasi azione e, conseguentemente, scaricare la tensione).

usare bene il portamento (da vincente): bene eretta, spalle allargate, avanti l’ombelico, piedi distanza delle spalle, gambe ben radicate.

usare bene lo sguardo: non deve mai essere abbassato perche’ indica debolezza ma neanche fisso perche’ indica sfida.

usare bene l’espressione del viso: deve essere attenta ma non accigliata.

usare bene il sorriso: chi sorride davanti alle minacce segnala sicurezza.

usare bene il tono della voce: deve essere autorevole, pacato, tranquillo, scandire bene le parole.

mantenere la distanza di sicurezza (nei limiti del possibile – lunghezza gambe aggressore).

essere assertiva. E’ il tipo di atteggiamento che si pone tra l’aggressivo e il sottomesso. Assertiva e’ la persona diplomatica, che riesce a trovare una soluzione senza rinunciare alle proprie esigenze e senza anteporle a quelle degli altri. pensa sempre come fare per trovare una via di uscita onorevole x se e per l’altro. percio’ mostra di aver coraggio e non paura ma senza provocarlo o sfidarlo.(la migliore prevenzione e’ questo tipo di atteggiamento!)percio’ alzare la voce, insultare, giudicare l’altro, umiliare l’altro, intimare, provocare, rispondere alle provocazioni,lo sguardo fisso, lo sguardo sfuggente,..sono tutti atteggiamenti da evitare!!!

imparare a leggere il linguaggio del corpo (come il possibile aggressore legge nei nostri sguardi le nostre intenzioni anche noi possiamo fare la stessa cosa)quindi fare attenzione a:

espressione del viso, i lineamenti possono rivelare tensione, quali tick nervosi, pallore, sudorazione …

sguardo, prima di colpire si potranno notare dei cambiamenti nella mimica oculare. L’aggressore sotto effetto dell’adrenalina sperimentera’ la perdita della vista periferica (effetto tunnel) accompagnata da una dilatazione della pupilla e la necessita’ di controllare che la scena sia libera da testimoni muovendo freneticamente la testa a destra e sinistra.

gestualita’, sottolinea il ritmo delle parole quindi in caso di discussione in cui e’ abbastanza concitata un rallentamento e un irrigidimento delle spalle indica un possibile caricamento del corpo.

postura, una persona che non ha niente da nascondere si mette di fronte ed ogni parte del corpo e’ ben visibile.

prossemica (distanza interpersonale), chi vuole colpire si deve avvicinare. deve violare la vostra area intima.(ricordo area intima fino a 45 cm solo x chi e’ affettivamente vicino,area personale da 45 cm a 1,2 mt per gli incontri di lavoro, area sociale da 1,2 mt a 3,5 mt dove manteniamo gli estranei, area pubblica oltre i 3,5 mt tipica del professore o del politico in un comizio.

prosodica (ritmo e tono della voce), chi vuole colpire avra’ un improvviso rallentamento del ritmo della voce o cambiamenti di tono che indica il momento in cui pensa di sferrare un attacco.









Video di YouTube










Krav Maga USacli Vicenza - gennaio 2015








STRATEGIE DA ATTUARE NEL CASO DI UNA AGGRESSIONE:


(che sia x interesse o a sfondo sessuale)

- la fuga: (che e’ sempre la strategia migliore) ammesso che si possa realmente fare;

- la resistenza verbale: urlare per sfogare la collere e la tensione  cercando nello stesso tempo di attirare l’attenzione di qualche passante.(es. aiuto, polizia, al fuoco …) il messaggio che deve arrivare all’aggressore e’ quello che non si ha nessuna intenzione di essere sottomessa e che si fara’ tutto il possibile per resistere.

- la resistenza fisica: puo’ spaziare da risposte moderate(divincolarsi, spingere..)a risposte molto violente(colpire i punti vulnerabili dell’aggressore in modo da atterrarlo) 

- la risposta verbale o negoziazione: l’intenzione e’ quella di dissuadere l’aggressore (es.ho le mestruazioni,sono spaventata,…)nel suo intento o cercare di prendere tempo (es. perche’ mi vuoi fare male?)x escogitare la strategia migliore. l’importante e’ cercare di mostrarsi sincera x ridurre il grado di violenza.

- la resistenza fisica senza confronto: in questo caso non viene coinvolto l’aggressore ma sono quelle reazioni reali o simulate quali il pianto, il vomito, lo svenimento, attacchi epilettici …

- la sottomissione: e’ il risultato della paralisi causata dal terrore della situazione o pensando che sia la soluzione migliore x salvarsi la vita e ridurre al minimo i danni fisici.

 

IN OGNI CASO SAPER CAMBIARE TECNICA O STRATEGIA  REPENTINAMENTE SE NON RIESCE QUELLA PREVISTA E MEMORIZZARE TUTTO DELL’AGGRESSORE AL FINE DI FACILITARE IL RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLE FORZE DELL’ ORDINE(TRATTI SOMATICI, VESTITI, TATUAGGI, PIERCING, ACCENTO,…)



 

 ATTEGGIAMENTI E SITUAZIONI DA EVITARE:

(sono accorgimenti che non devono diventare fobie!)

 


luoghi bui o isolati da sole

sfoggiare abiti o gioielli costosi da sole

camminare nel senso di marcia dei veicoli e lontano da un muro

se si cammina sul marciapiede tenere la borsetta dalla parte della carreggiata

fare jogging da sole ascoltando mp3 ad alto volume

rincasare sempre alla stessa ora o parcheggiare sempre nello stesso posto

lasciare portoni e cancelli condominiali aperti

salire o scendere dalla macchina senza prima aver dato un’occhiata

lasciare sul sedile dell’auto cell, borsetta o portafogli

in auto al semaforo lasciare le portiere senza sicura

dare passaggi a sconosciuti

 



CONSIGLI GENERALI CONTRO AGGRESSIONI A SFONDO SESSUALE

 


non fidarti mai di nessuno visto che le aggressioni sessuali possono avvenire anche da parte di amici o conoscenti

non invitare uomini che non conosci bene se sei a casa da sola

ribellati al primo tentativo smontandolo e urlando se e’ necessario

denuncia chi ti molesta (forze dell’ordine oppure ai centri antiviolenza)

reagisci colpendolo piu’ duramente che puoi

supera la vergogna

 


















Gazzetta di Mantova del 2 gennaio 2014











 





                                  Gazzetta di Mantova del 12 novembre 2014
















Gazzetta di Mantova del 14 Maggio 2014




                             Gazzetta di Mantova del 18 maggio 2014





                                  Gazzetta di Mantova del 23 novembre 2012






                                 Gazzetta di Mantova del 11 giugno 2014