Obbiettivi formativi per i bambini e ragazzi dai 5 agli 8 anni 

Sviluppo delle capacità di discriminazione percettiva sia propriocettiva (è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista) (fondamentale in questa fascia d’età) che esterocettiva (è quella che ci permette di percepire l’ambiente esterno) ovvero della integrazione delle funzioni del sistema cinestesico (sistema di comunicazione che si esprime con il movimento) in particolare: coordinazione oculo manuale; oculo podale e segmentaria; organizzazione delle categorie di spazio e tempo; capacità coordinative generali (apprendimento, controllo, adattamento e trasformazione), mobilità articolare, tecniche fondamentali come mezzo di sviluppo (e non come obiettivo fondamentale), evoluzione dei comportamenti e socializzazione.

 

Obbiettivi formativi per i ragazzi 10- 11 anni abbiamo

Sviluppo delle capacità di discriminazione percettiva sia propriocettiva (è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista) che esterocettiva (è quella che ci permette di percepire l’ambiente esterno) (fondamentale in questa fascia d’età) ovvero della integrazione delle Funzioni del sistema cinestesico (sistema di comunicazione che si esprime con il movimento) in particolare: Coordinazione oculo manuale; Coordinazione oculo podale; Coordinazione segmentaria; Organizzazione delle categorie di spazio e tempo; Capacità coordinative generali (apprendimento, controllo, adattamento e trasformazione); Mobilità articolare; Tecniche di base di difesa personale come mezzo di sviluppo; Miglioramento dei comportamenti e socializzazione;

TG Rai 3 Corso Antibullismo


Il nostro programma cosa insegna: l'adolesciente ha l'opportunità di imparare il Krav Maga attraverso l'attività motoria, il divertimento e il gioco.



L'attività svolta, migliora e stimola nei ragazzi l'Agilità, la Resistenza, la Flessibilità, la Coordinazione, l' Equilibrio, la Capacità Motorie e di Difesa Personale.

La disciplina del Krav Maga renderà i ragazzi autonomi, coscienti delle proprie capacità ed in grado di potersi difendere senza difficoltà e con tranquillità.






Cosa si ottiene? : Ogni fine corso della durata di circa un anno, ogni ragazzo sosterrà un esame per il passaggio di livello. Questo fa si che l'allievo sia stimolato ed abbia un obbiettivo primario da raggiungere: "Il passaggio di livello per il raggiungimento del IV° livello - esperto (cintura nera), dopo un minimo di 4 anni consecutivi di attività".




ADOLESCENZA E DIFESA PERSONALE



Bullismo: Il disagio giovanile 



Educare non è cosa semplice poiché implica, in primis, il mettersi in discussione come padri, maestri, allenatori e/o educatori. Il giovane che non ha un buon esempio da seguire, arriva anche a dubitare del valore dell'essere uomo raziocinante.

Scrivere di questi temi è facile e scontato, ma allo stesso tempo è anche difficoltoso in quanto, una riflessione del genere, implica anche il dover riconoscere che al giorno d'oggi, sempre più spesso, la nostra società mostra di non amare i propri figli, di rinnegarli in quanto ne ha paura poiché essi rappresentano il risultato della nostra cattiva educazione e del nostro cattivo esempio.

Tendiamo così a lasciare che questi si "brucino" con vari videogiochi, macchine potenti e allucinogeni di ultima generazione e, cosa ancora più grave, li rendiamo privi d'identità.

Quasi tutte le ricerche su questo tema descrivono le vittime del bullismo come ragazzi insicuri, sensibili e timorosi: ragazzi che hanno una scarsa autostima e poche capacità di confrontarsi con il mondo che li circonda.

 Ma che cos'è il bullismo? e da cosa è caratterizzato?


Il bullismo è una patologia della relazione in cui i ruoli di vittima e di bullo tendono a cristallizzarsi nel tempo e nei diversi contesti. vi è bullismo nel momento in cui si è in presenza di aggressioni continuate nel tempo, squilibrio di potere nella relazione tra bullo e vittima e mancata provocazione da parte di quest'ultima.

E’ inoltre molto utile distinguere tre diverse forme di tale patologia relazionale:
il bullismo diretto, che può essere fisico o verbale,
il bullismo indiretto, che si manifesta sotto una forma sociale e relazionale in cui vi è una pianificazione più alta e sofisticata e che si esprime nel dire falsità, far litigare le amiche ecc,
e il cyber bullismo, il quale prevede la prevaricazione tramite le tecnologie.

Salmivalli ha identificato sei diversi modi in cui si può essere inseriti all'interno di una prevaricazione: esiste la figura del bullo, della vittima (passiva o provocatrice), gli aiutanti del bullo, i sostenitori del bullo (che incitano ma non intervengono fisicamente), gli esterni e, infine, i difensori della vittima.

Ciò che emerge sempre più frequentemente dall'analisi dal fenomeno del bullismo, è che molto spesso le vittime non intraprendono nessun tipo di attività fisica, né partecipano a giochi di squadra o attività sportive organizzate : tutto ciò sarebbe riconducibile ad un livello basso di autostima, inteso come la valutazione negativa globale del sé e, in maniera più specifica, anche ad un senso di inefficacia percepita, intesa come la percezione della propria incapacità d'azione in un determinato contesto ( in questo caso, il contesto dell'attività sportiva).

Tali considerazioni potrebbero essere utili ai genitori per poter effettuare una sorta di screening comportamentale verso il proprio figlio/a fuori dall'ambiente domestico: anche uno scarso rendimento scolastico è
molto spesso indicativo di un possibile disagio che talvolta coincide con la situazione di vittima di prevaricazioni.

Secondo fonti autorevoli un buon aiuto ai ragazzi che soffrono di tale patologia relazionale, potrebbe essere dato attraverso un percorso di presa di coscienza delle proprie emozioni e delle proprie capacità e peculiarità: una condotta sociale stabile implica il saper riconoscere la propria dignità e autostima rispettando ruoli e diversità sociali. è essenziale, soprattutto in età adolescenziale, la costruzione della propria identità personale la quale può avvenire sia attraverso l'appartenenza a gruppi sociali genuini, sia attraverso le esperienze di vita, sia, come direbbe Rogers, attraverso l'accettazione incondizionata che i genitori devono mostrare nei confronti dei figli affinché questi si sentano accettati, e liberi di esprimere la propria identità accrescendo, contemporaneamente, la propria autostima.


Gli adulti dovrebbero chiedersi come e cosa potrebbero fare per i propri figli, sarebbe molto utile quindi attuare un'autocritica che, come noto, nella società occidentale non rappresenta affatto una modalità consueta di ragionamento. Il bullismo è figlio dell'atteggiamento che noi adottiamo verso i nostri simili e , pertanto, senza quasi rendercene conto, i nostri ragazzi rispecchiano ciò che noi siamo e ciò che facciamo.